Blog&Nuvole

Un'iniziativa in collaborazione con La Triennale di Milano, sostenuta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, con il patrocinio di Confartigianato

Calciobalilla umano

di Marino Magliani

Nello spogliatoio avevano fatto il loro ingresso il medioesterno destro e l’ala destra. Poi uno alla volta entrarono tutti, anche le riserve. Pichichi era già a posto, lo zaino e le cinghie gonfiavano la maglia blu provvista dei fori per il passaggio della sbarra. La schiena appoggiata al muro piastrellato, e tra la schiena e il muro, zaino e cinghie facevano da spessore.

Una sirena nei corridoi.

I due Manovra salirono in cabina regia, i giocatori entrarono in campo.

Pichichi attese che l’ala destra s’infilasse nella sbarra, poi fu il suo turno e quello dell’ala sinistra. Allargò le braccia come il chirurgo quando viene incamiciato, e le braccia vennero agganciate alla sbarra.

Si voltò a destra, osservò la sua ala. Lo incitó attraverso la maschera. Lo stesso fece con l’ala sinistra.

L’inserviente gli mise le cuffie. Ora attraverso il circuito gli arrivavano solo più i messaggi di Manovra.

Gli inservienti si portarono via le scalette.

Inizio partita. La voce di Manovra nelle cuffie, segnalò: lancio alle spalle. Pichichi se l’aspettò a destra dove l’aveva portato la sbarra, ma c’era stata una deviazione, palla agli avversari, il portiere avversario la dava al difensore che la faceva filtrare al suo mediano.

Pichichi sentí “Girello”.

Deglutì, si preparò, ed era già in aria, capovolto, la palla alzata dal suo portiere aveva incontrato, con una scelta di tempi perfetta, il collo del suo piede destro.

S’accorse d’aver segnato perché sentiva nelle braccia i colpi delle manate che i compagni di attacco sferravano sulla sbarra.

Durante il primo tempo non successe praticamente nient’altro. Il gioco passó sempre altrove. Nella pausa gli inservienti vennero a mettere sotto i piedi dei giocatori lo sgabellino. Prima di iniziare il secondo tempo Manovra anticipò i possibili cambi.

Al sesto Pichichi aveva mancato un altro pallone facilissimo, una giocata proveniente dal suo esterno di attacco destro, lui l’aveva lasciato sfilare verso l’attaccante di sinistra in un momento in cui aveva il buco davanti, quando il pallone era tornato in suo possesso, la difesa s’era piazzata.

Appena la palla si fermò nei pressi del portiere del Diano, si accese la luce del cambio.
Pichichi si sentí sganciare e posò i piedi sul manto erboso.

Gli inservienti avevano alzato alla sbarra la riserva. Pichichi si tolse la graticola sudata e le cuffie, e sentí la curva.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: