Blog&Nuvole

Un'iniziativa in collaborazione con La Triennale di Milano, sostenuta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, con il patrocinio di Confartigianato

Carassius Auratus

di Flounder http://certepiccolemanie.splinder.com

Di suo padre ricordava l’assenza, anche nei rari momenti di presenza. Quell’essere altrove con la testa e il cuore. Di sua madre il pianto secco che sfumava in ostinata rassegnazione.

Tuo padre ha l’indole silenziosa e la coscienza muta, gli diceva contraendo la mascella.

Il bambino guardava i pesci che boccheggiavano. Mansueti.

In quelle domeniche in cui pescavano le trote, da grandi vasche dal fondo sudicio, mentre gli altri bambini sembravano divertirsi. Lui pativa invece il momento in cui bisognava afferrare quel corpo viscido che cercava di divincolarsi. Quelle fauci che potendo avrebbero gridato allo strazio.

Invece nessun suono. L’indole silenziosa e la coscienza muta.

Anche ora che era diventato un uomo e del padre portava il ricordo e la condanna dell’assenza. Della madre invece la trasfigurazione in moglie e il pianto secco e la rabbia feroce.

Il bambino, suo figlio, avrebbe voluto un fratello o un cane. Gli avevano invece comprato due pesci rossi, in una boule di plastica con un ciuffo di erbette e due conchiglie scheggiate.

Anche adesso l’uomo si incantava a guardarli, a spiarne il movimento.

E un giorno, finalmente, l’uomo aveva spiccato il salto, tuffandosi nella boule.

Lontano dalle scelte, dal peso dell’aria rabbiosa. Lo aveva saputo da sempre di essere un pesce.

Non di oceano né di fiume.

Un pesce da piccolo acquario, senza necessità di turbamento. Un’esistenza da condurre in circolo o in andirivieni, ovattata. La soddisfazione di portarsi avanti e indietro il lungo filamento di escrementi senza vergogna. Mostrare finalmente anche il peggio di sé, senza riprovazione.

Il figlio si era abituato dopo poco.

Del resto i bambini si abituano a tutto. Passava e richiamava la sua attenzione, tamburellando con le dita sottili sul bordo della vaschetta.

A volte quel rumore lo faceva impazzire.

Fermati, fermati, gli avrebbe gridato. Ma dalla bocca solo bolle.

Anche sua moglie, vista da lì appariva ormai come una bocca insonorizzata. Distingueva il labiale, di ingiurie note e recriminazione. Di violenta rassegnazione.

Nella sua nuova condizione restava solo un bisogno insoddisfatto: le palpebre. Rimpiangeva ancora certe oscurità rassicuranti, la possibilità di isolarsi definitivamente.

Il resto andava bene.

Ormai era un pesce rosso. Nessun tormento.

L’indole silenziosa e la coscienza muta.

 

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