Blog&Nuvole

Un'iniziativa in collaborazione con La Triennale di Milano, sostenuta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, con il patrocinio di Confartigianato

Catozzi Antonio

di Opi

Quando gli infermieri fecero scendere dal pullman i derelitti accartocciati sui sedili, s’accorsero che il derelitto del padiglione B, il vecchio schizofrenico Catozzi Antonio, non c’era. L’avevano dimenticato al mare.
Nel tramonto solitario, Catozzi Antonio, con il colletto della camicia allacciato fino all’ultimo bottone, andava avanti e indietro sulla spiaggia contando i passi. Novantanove passi in avanti e novantanove passi all’indietro per tornare nel punto esatto dove c’era l’impronta del corpo suo: una scodella di sabbia. Restava per un attimo fermo sulla 99esima orma, aspettava che il mare gli inghiottisse le impronte dietro le spalle e riandava. Quando tutto fu nero, quando il nero fu tutto, entrò nella scodella e si sdraiò, le braccia in croce sul petto. Il mare adesso diceva cose. Restò a sentire, finché gli occhi si chiusero e dietro le palpebre gli apparve il cielo. Gli apparvero tutte le stelle. Tutte le stelle gli apparvero. Erano tante e troppe sparse nel nero. Novantanove stelle.
Si mise a urlare. Gli piovevano addosso. Erano vive, pulsavano. Erano pulci di luce. Urlava e si grattava perché novantanove stelle stavano per crollare sopra Catozzi Antonio e si mescolavano e tremavano e s’incendiavano. Ma poi s’accorse che rimanevano tutte là sopra, come legate al cielo. Come legate.
Fu allora che dalla nube di luce spuntò il piccolo carro: un quadrato con un manico per tirare. Un quadrato e, dentro il quadrato, la scuola e tutte le facce dei compagni, tranne una: la sua.
Poi, ma poi, poi si formò un vortice, si formò una spirale, come una stella che nasce, una stella nuova: era la faccia di Antonio, con la camicia bianca, seduto al banco, con tutti gli altri. Antonio alzò la mano, disse: ”Presente!” e scoppiò a ridere con i suoi denti da latte. Lui, senza più denti da carne, ma solo con le gengive rosse, lui pure rise di cuore e non rispose quando il mare chiese: ”Catozzi Antonio è assente?”. Così, siccome Catozzi Antonio era assente, il mare con i suoi piedi d’onde, cancellò la centesima orma, quella dove dormiva lui.

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