Blog&Nuvole

Un'iniziativa in collaborazione con La Triennale di Milano, sostenuta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, con il patrocinio di Confartigianato

Hazel

di Garnant

Io sono l’antieroe, muoio nel terzultimo capitolo.

Mi conoscete, sguardo fondo, cappotto lungo, e un modo peculiare di portare le spalle. Gli uomini alzano il sopracciglio, le donne svengono.

Non posso tornare nel mio libro, si spaventerebbero. E casa mia è stata venduta, i mobili sono coperti dai teli, gli infissi bloccati. Non desidero tornare, comunque.

Sono morto, dicevo, che sul mercato anglosassone era estate piena. Là ho indugiato per settimane, godendomi il clima temperato, volando da un pensiero all’altro, imprigionato su un biglietto, o trattenuto in un sogno mattutino. Me ne andavo prima che si svegliasse. Fuori, in strada, la luce era limpida. Incrociavo qualcuno che aveva appena finito di leggere il libro, e allora allargava gli occhi. Ma per altri ero solo uno qualunque, con un cappotto tutto sommato normale. Mi vendevano il giornale, mi chiedevano quale autobus per la stazione. Ci siamo certamente incontrati, io e voi. Se credete che vi abbia rivolto una smorfia perdonatemi, sono nato in una città piovosa, vedete, era soltanto il riflesso del sole.

Con l’inverno sono partito per l’India. Là il libro era ancora in traduzione, non sarebbe uscito fino a dicembre. Potevo tornare a casa, per un po’. Ma faceva caldo ed io ero vivo, vivo, con i piedi così vicini alla terra, per via dei sandali. A volte mi invitavano ad entrare in casa e io controllavo la libreria, soltanto una volta ho trovato il volume in lingua originale, su un tavolo. Allora sono uscito fuori nell’afa del pomeriggio, e ho desiderato essere uno qualunque.

Sapete, in questi mesi ho incontrato centinaia di lettori. Alcuni mi hanno ospitato, nascosto, altri non mi hanno neppure riconosciuto. Altri ancora mi hanno invitato a sparire.

Ora abito in un racconto breve, è confortevole, irrisolto, perfetto per la mia inquietudine. Dicono che potrò andarmene attraverso un’illustrazione, quando vorrò.

 

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