Blog&Nuvole

Un'iniziativa in collaborazione con La Triennale di Milano, sostenuta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, con il patrocinio di Confartigianato

Il Cristo di carne

di Filippo C. Battaglia http://resistenzaanalogica.splinder.com

Entrò in commercio quasi dieci anni fa, prodotto dai laboratori Metatron.
Non c’è voluto molto perché conquistasse il mercato.
Quel design così assoluto, quell’offerta così allettante.
Vendiamo salvezza, era il loro motto, il loro mantra.
Quello che offrivano alla gente andava oltre ogni aspettativa, non poteva esserci oggetto più desiderato, più agognato.
Il corpo in carne sintetica si muoveva leggermente e sanguinava vero sangue.
Gli occhi semichiusi osservavano il mondo bagnati dalle lacrime.
Il Cristo di carne era una perfetta simulazione di passione.
Una passione eterna, riproducibile, accatastata su scaffali del supermercato.
Ce n’era uno in ogni casa, in ogni ospedale, in ogni sala d’aspetto o studio privato.
Ciò che lo rendeva unico era il tessuto che lo rivestiva, tessuto senziente, in grado di provare dolore.
Dove quel dolore andasse a finire non lo sapeva nessuno e a nessuno sembrava importare.
Quello che contava è che quella cosa continuasse a soffrire per noi.
A farsi carico dei nostri peccati.

 

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