Blog&Nuvole

Un'iniziativa in collaborazione con La Triennale di Milano, sostenuta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, con il patrocinio di Confartigianato

La Bella e il tango

di Farolit http://farolit.splinder.com

La Bella entra.

Non tutti gli sguardi la vedono. Cammina già non come sul pavimento, ma sui pensieri. Felpatamente, la sua falcata scavalca i mondi e continenti.

Non tutti gli sguardi la vedono. Trova il suo posto in un angolo non troppo discreto, non troppo esposto.

Approda all’ormeggio della sedia con grazia marina. E vede tutto sotto il velluto delle ciglia, vede tutto ancor prima di guardare.

Ascolta. Il bandoneon le ha già detto la rotta, la tempesta, il porto, i marinai. Infila le scarpe mentre un vals la accoglie annunciando il crescere della marea.
La Bella sembra ferma. Seduta sul bordo della sedia, sta già danzando con Calò in persona; sul pizzicato dei violini, salgono vortici come scosse calde dalle gambe al cuore, dentro la sua cascata di ricci scendono brividi, a gocce, in volute, dal cuore alle gambe. Gli occhi navigano, s’inoltrano sicuri nella penombra densa, tra le nuche che ballano, senza paura, arditi a cercare il vento. Il suo. E, sotto la pioggia sferzante di violini, lo trova, fradicio di compas. Lui la stava già guardando. Mirada. Contromirada. Nel tempo eterno, nel “per sempre”.

La Bella dispiega le vele dalle curve del suo corpo e s’innalza come una certezza. L’uomo le è già davanti a indicarle il destino nella mano. L’abbraccio costruisce il luogo che non sono ancora stati, il luogo che sapevano di essere; il vento che gonfia la vela, la vela che accoglie il vento, il viaggio, l’approdo. La Bella non ha tacchi, ma falangi piumate per sussurrare al suolo. L’uomo non ha volto, trova la sua forma in lei, accolto e vivo come nuvola nel cielo delle sue braccia.

Il bandoneon semina stelle anche nel buio più nero, la Bella lo sa. Dal piccolo cuore della sua bocca si schiude appena un sorriso, segue le stelle… lì dove il dolore sale, si apre e sprigiona un calore buono, la Bella lascia una ciocca di sé, come un ex voto, da ritrovare alla prossima preghiera di marinai.

La musica sta per morire, l’incanto del terzo minuto, alla terza battuta… dell’ultimo rintocco. L’uomo ha paura di perdere l’incanto e stringe la Bella, a respirarla una mas, respiro nel respiro.

La Bella non ha paura, vede tutto sotto il velluto delle ciglia, sa che niente è finito, si lascia respirare una mas. La musica si ferma, il mondo tace. L’abbraccio si scioglie, cala il vento, dolci si dispiegano le vele.

La Bella s’adagia sull’approdo della sedia. Bella come un’Itaca.

 

commenti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: