Blog&Nuvole

Un'iniziativa in collaborazione con La Triennale di Milano, sostenuta dalla Fondazione Cologni dei Mestieri d'Arte, con il patrocinio di Confartigianato

L’Oceania dietro casa

di Francesca E. Magni

La durata degli intervalli di tempo dipende dalla posizione degli orologi di chi li misura, ha concluso Einstein all’inizio del Novecento. Può succedere che il tempo trascorra più lentamente per chi abita al primo piano di chi invece vive in soffitta, senza che nessuno, o quasi, se ne accorga. Ogni azione si trova immersa in una cascata di tempi diversi, che per qualche istante stravolge il succedersi degli eventi, lasciando piccole tracce, come sottili ritardi o leggere crepe sui muri.

Anita è in grado di leggerle. Sprofonda in una specie di scompenso temporale e subisce in anticipo gli eventi, si ghiaccia su una lastra fatta di spazio-tempo e attraversa la realtà come dentro uno specchio sognato.

Le due gemelle sono nate a pochi minuti di distanza, ma le differenze fra loro sono profonde. Anita vive più lentamente, per lei il tempo è un vasto lago statico nel quale pescare qualcosa di utile, mentre per Tania il tempo è una corda sicura per arrampicarsi lungo la vita.

In questa foto sono ancora bambine e si tengono per le mani, girano. Si fanno eco l’una con l’altra come sono solite fare certe pietre sotterranee. Identiche nel fisico, diventano indistinguibili, sentendosi unite e distanti allo stesso tempo da se stesse e da tutti gli altri. Beata personalità perduta: giochi da bimbe.

È la mattina del ventun marzo, Anita sogna di camminare fra i campi arsi, fra i muretti secchi, fino alla sommità della scogliera calcarea che sprofonda nel mare. Sonnambula nel sogno, calpesta a terra le tracce di binari paralleli incisi nella roccia, che partono dalla campagna e finiscono nel vuoto a strapiombo. Forse sono le rughe del tempo, le misure degli anni, che non portano in nessun posto e stanno lì, monumenti alla memoria perduta, al tempo mai più ritrovato. Sogna Anitania, piccolo continente percosso da tempi antichissimi, una terra divenuta cieca per la troppa luce.

Il futuro sognato si trasforma adesso in un presente reale, Anita non riesce più a svegliarsi, è ancora lì, in piedi sulla scogliera e tutto a un tratto, vede Tania nuotare sotto di lei. “Tania! Mi senti?” “Certo! Dove eri finita? Torniamo a casa, è quasi sera, ci aspettano!!”. I piedi dell’una scorrono fra le acque, quelli dell’altra saltano fra i sassi. La realtà ora è un crepuscolo di primavera, il giorno del solstizio, quando era permesso agli spiriti entrare in cielo.

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